Un giorno è arrivata
la piccola Giò,
stanca, affamata,
arruffata un bel po’.
Tremava, guaiva,
chiedeva pietà:
da dove veniva
nessuno lo sa.
È stata lavata,
strigliata, epperò
è tutta cambiata
la piccola Giò.
«Non vado più via
con voi resto qua»
da dove veniva
nessuno lo sa.
Guaiva, tremava,
la piccola Giò
con gli occhi implorava
«La guardia farò!»
Non andò via,
con noi restò qua:
da dove veniva
nessuno lo sa.
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Una lucciola piccina
con la sua lanternina
se n’andava in su e in giù,
un po’ c’era e un po’ non più.
Nella notte luccicava
ed il buio rischiarava,
ma se la cercavi qua,
lei di certo era di là.
Il mio bimbo la trovò,
nella mano la serrò
e mi disse: «Ora, mamma,
io la porto a fare la nanna»
La portò nella sua stanza
tutto pieno d’esultanza,
sul cuscino la mise giù
ma la luce non brillò più.
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Oh, quanti capricci Giovannino
perché voleva un pesciolino!
e singhiozzava «Uh-uh-uh,
il pesciolino lo voglio blu!»
Mia sorella andò nel fosso
e gli portò un pesciolino rosso,
la nonnina andò al mercato
e gli portò un pesciolino dorato,
il papà lo chiese al vento
e gli portò un pesciolino d’argento,
suo fratello andò in paese
e gli portò un pesciolino turchese,
ma Giovannino piangeva di più:
«Il pesciolino lo voglio blu!»
Il nonno allora andò in giardino
e con due foglie fè un pesciolino,
poi di blu con il pennello
lo dipinse ad acquarello.
Tutto contento Giovannino
mise in acqua il pesciolino
ma nell’acqua si sciolse il blu
e il pesciolino non ci fu più.
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